Author: Andrea G. Longo
NIS2: come prepararsi davvero alla nuova normativa europea sulla cybersecurity
Il tempo stringe. Il conto alla rovescia per l’adeguamento alla direttiva europea NIS2 è già iniziato: a gennaio 2025 arriva la prima milestone e le imprese dovranno dimostrare di aver adottato misure efficaci la gestione delle procedure di Incident Management per poi completare la compliance a ottobre 2025. Ma cosa comporta davvero questa direttiva? E soprattutto, cosa bisogna fare per essere in regola?
NIS2: di cosa si tratta?
La direttiva NIS2 (Network and Information Security) è il nuovo quadro normativo europeo pensato per rafforzare la resilienza informatica dei settori strategici. Va a sostituire la prima versione del 2016, ampliando lo spettro di applicazione e innalzando gli standard richiesti in termini di gestione del rischio, prevenzione e risposta agli incidenti.
Non si tratta solo di norme generiche: le nuove regole impongono un approccio sistematico alla sicurezza, che coinvolge tecnologia, processi e persone.
Le azioni concrete da intraprendere
Chi gestisce l’infrastruttura IT di un’azienda – CIO, CISO, IT Manager o MSP – deve affrontare un percorso strutturato per garantire la conformità. Ecco i pilastri fondamentali da implementare:
1. Governance del rischio e strategie di resilienza
Ogni organizzazione deve sviluppare una visione completa e aggiornata delle minacce informatiche a cui è esposta. Questo include:
-
Valutazioni del rischi con identificazione delle vulnerabilità più critiche;
-
Business Continuity e Disaster Recovery, per garantire la continuità operativa anche in caso di eventi distruttivi.
-
Politiche di sicurezza formalizzate, con regole chiare su accessi, credenziali, cifratura, segmentazione delle reti e gestione delle patch;
-
Piani di risposta agli incidenti, con ruoli, escalation e procedure operative predefinite;
2. Cultura della sicurezza e formazione
Il fattore umano resta uno degli anelli più deboli nella catena della cybersecurity. È quindi obbligatorio investire nella formazione continua del personale, promuovendo comportamenti consapevoli e responsabili su phishing, gestione delle credenziali e utilizzo sicuro degli strumenti digitali.
3. Test, simulazioni e verifica periodica
Non basta adottare misure tecniche: serve metterle alla prova. La normativa spinge verso l’uso di audit interni, test di penetrazione e simulazioni di attacchi per misurare l’efficacia delle difese e identificare punti deboli prima che lo facciano gli attaccanti.
4. Protezione della supply chain
Uno degli aspetti più innovativi di NIS2 è l’attenzione rivolta ai fornitori e ai partner tecnologici. Le aziende devono valutare e monitorare costantemente i rischi introdotti da terze parti, assicurandosi che i soggetti esterni adottino adeguati livelli di sicurezza.
5. Identità digitale e controllo degli accessi
Ogni accesso deve essere tracciato, controllato e verificato. È necessario:
-
Adottare autenticazione forte, come MFA (multi-factor authentication);
-
Implementare sistemi di autenticazione continua e privilegi minimi (least privilege);
-
Verificare costantemente i permessi assegnati agli utenti.
6. Tracciabilità e documentazione
Ogni misura di sicurezza implementata deve essere documentata e aggiornata, inclusi i log delle attività, le revisioni delle policy e gli interventi messi in atto in caso di incidente. Questo permette di dimostrare in modo trasparente il livello di conformità raggiunto.
Ma chi è veramente coinvolto?
NIS2 interessa un numero sempre più ampio di soggetti. Non solo i grandi operatori dei servizi essenziali, ma anche imprese di medie dimensioni che operano in settori considerati critici. Ecco una panoramica semplificata:
Settori essenziali:
Energia, Trasporti, Sanità, Finanza e Servizi Idrici
Settori importanti:
Provider di servizi digitali e infrastrutture (MSSP, gestori IT, data center, etc.)
-
Provider di servizi infrastrutturali: DNS, servizi cloud, data center, gestori IT e MSSP.
- Aziende attive nei settori aeronautici e aerospaziali
-
Pubbliche amministrazioni locali e centrali.
-
Logistica (poste, corrieri).
-
Poduzione chimica e alimentare.
-
Smaltimento rifiuti.
-
Motori di ricerca e social network.
-
Industria tecnologica e manifatturiera.
-
Marketplace digitali
-
Enti di ricerca.
Quali le sanzioni se si resta indietro?
La NIS2 non è solo una serie di raccomandazioni: prevede sanzioni significative per chi non si adegua. In particolare:
-
Operatori essenziali: fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato globale.
-
Operatori importanti: fino a 7 milioni di euro o l’1,4% del fatturato globale.
In aggiunta, ogni Stato membro potrà introdurre sanzioni penali per violazioni particolarmente gravi. In Italia, la normativa in materia di privacy prevede già pene detentive fino a 7 anni in caso di danni significativi.
Da dove partire?
L’approccio migliore è partire da una valutazione iniziale dello stato attuale, identificare i gap rispetto ai requisiti della direttiva e costruire un piano di azione scalabile. In molti casi, le aziende hanno già in essere alcune misure di sicurezza, ma è necessario consolidarle e integrarle in una governance coerente.
Se vuoi capire come impostare correttamente il percorso di compliance, o se ti manca solo l’ultimo miglio per essere davvero allineato alla NIS2, possiamo aiutarti. Dai piani di business continuity alle policy di accesso, fino alla formazione del personale: ogni tassello conta.
Affidarsi a un MSSP (Managed Security Service Provider) garantisce una gestione avanzata della sicurezza, risposte rapide agli incidenti e una protezione costante, riducendo i rischi e semplificando la gestione IT aziendale.